:: Karoline Knabberchen: Mallarmé sulla tomba pagina bianca di Anatole. A cura di Claudio Di Scalzo


Stephane Mallarmé padre del bambino Anatole

 

 Stéphane Mallarmé

Frammento 98

Tombeau père  

(Per una tomba di Anatole)

 

Karoline Knabberchen 

MALLARMÉ SULLA TOMBA PAGINA BIANCA DI ANATOLE

Com'è che nella frescura, nell'ombra di ranuncolo si specchia la pece della memoria? Io ti fui picciolo, e non ti trattenni fino all'estinguersi della stagione. Dentro agli occhietti di fauno si acquattava un mesto distacco, azzurro serafico addio affacciato al ciglio della realtà; gradino che non ti accingesti mai a discendere. Di lì osservavi il nostro 'demi-divertissement' d'uomini e donne viventi, la nostra mole, l'ingombro di corpi nel mezzo del tuo universo: non è dunque così? Che nell'ossessione della tua assenza è l'inno alla vita gioiosa, tu che come pagliuzza accesa infiammasti il nostro orizzonte. Non ti chiamerò più, ma ogni cosa, barbaramente, sappi!, strapperò alla religiosità del secolo, per imbibirla nella tragica, panica corrente degli antichi: in ogni cosa ti affaccerai con il tuo dramma, eterno e vorace, a divorarci i giorni. Costruirò un tempio di segni, un edificio d'immortalità; qualcosa da abitare dentro il tuo tempo, così prosciugato dal pianto di chi resta... Oh, mio bambino! Non oso più rincorrerti, se non nel groviglio dell'immaginazione, nel dì in cui rivivrai e dove già, inconsapevole, ci attendi.

 

 "Anatole Mallarmé" 

 

 

NOTA

Il figlio Mallarmé Anatole muore a otto anni di febbri reumatiche. Il padre progetta una tomba di scrittura per il figlio.
Di esso restano frammenti. 
E la pagina bianca.