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Accio piccolo e Billy

:: Claudio Di Scalzo: Buck Eden contro la gerarchia vassallatica in letteratura on line
13 Settembre 2014

 

 BUCK EDEN

 

 

 

Claudio Di Scalzo

LA SAGGEZZA DELLA PISTA SUL WEB

(marzo 2009) 

Vi voglio donare il flebile vanto della mia lezione. Sul web che abitiamo. Del resto è una giornata alpina con striature di sole che mitigano il gelo sui monili che sparsi ho sulla scrivania: di ritorno da Parigi. Dai lucori turistici di Montmartre e altre apparenze scorte in quadri che come rampicanti mi tediano nel ritorno.

Il Web, cari adoratori orfani della carta che carriera non vi ha dato abbastanza! né nome in classifiche d’ogni genere, né piacere all’altezza dei vostri sessi ragionevoli, il Web dicevo… è un po’ come la frontiera, almeno a me piace immaginarlo così, e la frontiera, che ne so, il Klondike di Jack London, lì, mi pare, niente è di nessuno, lì vale solo “la saggezza della pista”; la situazione è elementare e nell’elementare molte sono le possibilità e molti i rischi. Lì quelli come me sono astuti come la bestia che uccidono senza tanti problemi e testardi nello sgusciare nell’informe di ciò che cade dal cielo dell’insignificanza d’ogni evento. Anche familiare, anche letterario, anche politico, anche etico. Non so se mi spiego. Qui il mio essere incalzato dai venti contrari mischia come una spremuta, di nervi e sangue, la cialtroneria e l’aristocrazia in bella rima; ho anche “paura” perché il miscuglio assomiglia a qualcosa d’innominabile. Forse il baffuto Nietzsche mi comprenderebbe. Tengo echi del suo pensiero nella bisaccia con la frasetta hegheliana che il concetto puro deve conferire alla filosofia l’idea della libertà assoluta.

Croste comprese cari signorini care signorine che tenete siti per leccarvi fra voi a margine delle plaquette di turno. La creatività assoluta è parlare senza coperture, non derivante da altro, non fondato in altro, che cresce e si sviluppa da se stesso, an-archico, che poi significa anche selvatico. Nel buttare via ogni cosa. Non salvare neppure lo spazio, geografia della via, della pista che hai attraversato. In nervosa allegria, sputo dilagante sopra il vetro dell’impronte digitali di una qualsiasi firma.

Scalza che sia!

Intendete? Nelle vostre postazioni riscaldate e foderate di “classici”?

Ah che disdetta ambire alla comunità degli aurei linguaggi farciti coi miti più o meno classici, aprire un cottage sul web, e poi mostrarsi letterati nella midolla, professori del distinguo, perché diploma feudale e gerarchia vi diedero! e un maestro da sé nominatosi vi fece inginocchiare. In qualche premio! In qualche prefazione! In qualche corso di scrittura poetica creativa! In qualche conciliabolo dialogante per mesti scambi!

Comunisti, socialdemocratici, cattolici, impegnati a lenire le sofferenze del genere umano, ne fate macchia fiorita nelle vostre biografie. Bollini premio. Santità posticce. Io spurgo - in me - ogni segno di umanità da voi antropologicamente manualizzata. Sulla pista. Il piano è corrugato. Il socialismo realizzato delle idee e delle scritture è una poltiglia, spesso infame, come lo fu nel reale di tanti paesi con i partiti comunisti al potere. Di tanti partiti democristiani al potere! Di questo paesaggio non m’importa. La mia intelligenza animale non è affatto collettiva, bensì individuale, meglio: singolare. Se mi seguite vi sperdo, se mi cercate vi sbudello, se mi copiate vi avvelenate. Intanto questo bolo lascio dove sono passato. Con le cartoline di Parigi e il fumo ritrovato della merda di mucca sotto casa.

Oltre il biancore della pista attraversata c’è il nulla l’abbandono l’unione a qualcosa che non so. A questa creatività inconoscibile che mi modella, perché scelta brada feci, affido l’intero mio destino… la doppiezza del nome la molteplice vista.  (23 Marzo 2009)
 

(comparsa su Tellusfolio, Giornale Telematico Glocale: 23 III 2009

e poi sul weblog Tellusfoglio 26 I 2011

e poi sull'Olandese Volante ad inizio 2012)

 

 

CDS: "Cha' Risa compagna di Buck Eden, 2011
dopo verrà Cardellino Trillo di Luna


 

 

CHI È BUCK EDEN

Buck Eden apparve per la prima volta sul Giornale Telematico Glocale Tellusfolio (da me diretto e ideato dal 2005 al 2009) poi sul weblog Tellusfoglio nel 2010 e 2011. Evidenti fin dal nome il suo debito con l’immaginario e l’opera di Jack London. Buck Eden è un trapper, un poeta artista, che si muove solitario dapprima, e poi con la sua compagna Cha’ Risa (a partire da inizio 2012), nella prateria del web.

Qui applica “la saggezza della pista”, altro riferimento ad un celebre racconto di London (dove Buck Eden ha imparato l'uccisione linguistica di chi vuole sopraffarlo nell'elemento a lui congeniale) e la sua solitaria filosofia selvatica intrisa di puro anarchismo individuale, e poi in coppia, con rimandi scuoiati e impellicciati a Stirner, a Kierkegaard, a Bataille, Ad Artaud, a Lautréaumont, a Duchamp, a Baudrillard, con cui farsi un fuoco e scaldarsi, e affidandosi alla protezione d'una personale mitografia familiare: tra cui il trapper padre Lalo Libertario.

Buck Eden dinanzi alle gerarchie puntualmente riprodotte dalla carta al web, dalle riviste accademie al web-accademia, dai salotti letterari a Facebook ed altri socialnetwork applica una ferocia istintuale linguistica ed irridente che non offre scampo ad ogni carriera, gerarchia, residuo, mestiere letterario con tutti i vizi e le ipocrisie del novecento.

BucK Eden è un personaggio, ed una coppia in arte con Cha’ Risa che poi è trasmigrata sul web Tellusfoglio (fondato nel 2010), narrante un’avventura tutta terrestre, con il mito della prateria, dei grandi ghiacci canadesi, della foresta – facendo riferimento a lacerti di letteratura popolare, cinema – che viene riproposta e che prosegue sull’Olandese Volante che ha eletto invece l’oceano, l’immenso mondo acquoreo-web a suo elemento narrante e custodente un’altra trama. Un altro intreccio d’immaginario.

BucK Eden a volte è stato avvicinato da figure d'ambisesso addette ai lavori poetici, prima incuriositi e poi in fuga a gambe levate da cotanta interpretazione comunista-comunitaria dell'estetica, non prima però d'aver tentato miserandi agguati con i loro coltellini e unghiette di buonsenso e universitario decoro, conoscendo ahimè la dura legge selvatica e saggia della pista Buckiana.  (CDS)

 

 

 


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