:: Claudio Di Scalzo detto Accio: Newtando al mare con Helmut e Vermuth . Con Proclo al mar basta in luce poco. Dittico per Margherita Stein 1993.


Newtando al mare con Helmut e Vermuth - Foto cds detto Accio
Lido di Camaiore, 1993



 

Claudio Di Scalzo detto Accio

NEWTANDO AL MARE CON HELMUT E VERMUTH.
CON PROCLO AL MAR BASTA IN LUCE POCO.
DITTICO PER MARGHERITA STEIN.
1993

 




Margherita Stein con Proclo, 1993 - Foto cds detto Accio
Lido di Camaiore



 

Questo dittico, senza data, ha per modella, la “scandalosa”, Margherita Stein. Forse era il 1994. Qualche giorno, in vacanza estiva, nella sua villa a Lido di Camaiore. In Versilia. Molto tonica fisicamente le scattai due foto. Con esplicito, umoristico, richiamo a Helmut Newton. La seconda foto, nel titolo, venne ispirata dal suo “insegnarmi”, pure lei scherzando, la TEOLOGIA PLATONICA di Proclo. Che presi a studiare. Dal marxismo al neoplatonismo. All’indietro! Gambero comunista? L’abilitato dal Ministero della Pubblica Istruzione, CDS detto Accio, veniva istruito dalla filosofa dilettante monacense-lucchese. Il suo definirsi nel dilettantesco filosofare era, l’unica, ma proprio l’unica, definizione che l’accumunava all’altra mia filosofa di riferimento ch’era stata Karoline Knabberch (1959-1984). Che ancora lo era. E lei lo sapeva nella sua cattiveria bionda.

Più o meno così disse. Se intendo raccontare le due fotografie.

La Teologia Platonica di Proclo (410-485) è l’opera più esauriente del Neoplatonismo. Dà a questa filosofia forma sistematica cresciuta con Plotino con Porfirio. Il procedimento emanistico, che cos’è Margherita? Dopo te lo spiego, non m’interrompere!, di generazione del reale risulta dal perenne permanere-procedere-tornare. Ti informo pure che Hegel vedrà in questa Teologia un’anticipazione della sua, formidabile, dialettica! Che come sai non mi convince, devota come sono a Schopenhauer. Ma tu marxista classico, e parecchio intriso di Neoplatonismo sparso dalla celestiale morticina svizzera, apprezzerai.

Ricordo che mi prese uno scatto di furore. A queste sue parole. Che lasciai la villa in un baleno. Che stetti parecchio tempo senza più rivederla.

Anni dopo, giocandomi sul terreno verità-finzione, Margherita mi disse sempre col suo stile diretto e crudele. “Dove son finite, Accio, le foto che mi scattasti nella villa a Lido di Camaiore scomodando Helmut Newton e io Proclo? Sono un ricordo rosso fuoco!” Risposi torvo: “Non lo so. Cosa intendi Margherita con ‘rosso fuoco’? Le foto sono in bianco nero!” Rise con squillante gorgoglio da strega. “Ahi ahi la rimozione! Mi schiaffeggiasti per aver definito l’Angelo svizzero… 'celestiale morticina'. Ti restituii schiaffo con schiaffi pugni graffi; tu mi piegasti sul bordo del letto, e dato che ero nuda, mi sodomizzasti con cattiveria che sicuramente aveva poco di neoplatonico. Godesti. Godetti. Mi lasciasti esausta e spermata, sbattesti la porta tornando a Pisa. Questa è la materialistica verità, Accio, ma è pur vero che, con me, permani-procedi-vai-torni. Stesa sul letto, sul mio culo, Schopenhauer e Hegel si dettero la mano in una filosofia del cazzo!

Cosa fare a quel punto. O ridere o ucciderla! Com’erano andati veramente i fatti, e misfatti sentimentali, accanto alle due fotografie?