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Eroma di Vecchiano

:: Claudio Di Scalzo: Eroma di Vecchiano e Dayanti
16 Dicembre 2014

 

 

 

Claudio Di Scalzo

 LETTERA SU COME NACQUE IN EROMA ALLAGATO L’INCONTRO CON DAYANTI

Sono capitato in India negli anni Ottanta. Se scrivessi, per darmi un tono maledetto, che a Calcutta giunsi da bravo nichilista contro ogni sistema politico, direi una bugia, anche se a Vecchiano il Barone di Münchausen sembra un dilettante; né vi presi alloggio in cerca di droghe assortite. Semplicemente  presi l’aereo, in un sogno assortito a menadito avendo l’Es impazzito  -  e mi paracadutai tra mucche sacre, treni scassati, pagode scheggiate, pipistrelli appesi ai rami simili a sacchetti della spazzatura! Ogni letterarietà la persi, però, nei bordelli. Dove trascorsi fisso la vacanza indiana. Conservo un ritrattino ricamato a pelle. Allora scrissi su di lei, Dayanti, con la penna; da sveglio lo feci  con la tastiera della Olivetti  e, su pagine elettroniche. M’informano che il Serchio è straripato a Ripafratta. Lì nessuno sa che il castello sul colle è quello di Ugolino della Gherardesca. M’informano che anche il Gange è straripato ricevendo le acque del fiume che passa di striscio fuori Lucca, ed allora forse sto ancora dormendo, perché mi sembra che la Lucchesia con l’India abbia poco a che fare. 

 

 

Al ricamo indiano scrissi ti amo

      Tatuaggio sensuale per Dayanti

 

Amoroso delirio nel vento – a Vecchiano sol provato – in india per Dayanti contento  – questo piacer s’è realizzato -

 

Mi ficco nel ricamo come cardellino – salto sulle poppe mimose – perverso bambino – scelgo le umide rose –

 

Dayanti negli esclamativi momenti – mi tiene lingua e denti – tutto me stesso va su e giù – morbidezza godo sempre più –

 

Ciglia sopra gota bella – levità d’amor grande – ognor in me si spande – l’indiana favella –

 

Dayanti dono soffuso dei monti – dove bagnasti il pube nel fiume – rendi i sensi pronti – in me senza costume –

 

Parlando occidentale e screziato – con Dayanti amato sole – anche luna di lato – son ammirato girasole –

 

Ricerco in Dayanti la sensuale via –  mi bacia e succhia ogni poesia –  chiedo s’è questa la porta – della saggezza ch’ogni tristezza rende morta –  

 

Dayanti mi tiene tra il mortale e il divino –  ogni gioco inventa un altro pianeta –  di fantasia che ruota novella lieta –  in amor scaglio faville come un camino –  

 

Dayanti ama carezzando piccole cose – mi prosciuga il cervello – pelle diventa limpido ruscello – che scorre sull’inibizioni sassose –

 

Sto sopra Dayanti come melodioso uccello – non cerco altri nidi né altre pose – voglio le sue selve silenziose – e cantar  il ripetuto stornello –

 

Del mio godimento sono l’architetto –  all’estero in totale combustione – ne ricavo l’esperta conclusione –  che senza Dayanti  son poveretto  –

 

Rondinella indiana ricamata sincera – non mostrarti dal nichilismo annichilita – di questo vecchianese che scordò la vita –

 

Il piacere d’amore in te impera – godiamoci questa vacanza infinita – il tempo estivo a viverla invita – non importa se a Vecchiano è bufera –   

 

Dayanti mi volgi leccando al bene –  ogni carezza rende immune dall’ospedale - della Colpa occidentale  –  che nel  ritorno portera le solite pene – 

  

FEBBRAIO 2009

 

 

NOTA

Eroma di Vecchiano è un personaggio eroicomico con slanci libertini che agisce in Val di Serchio

e altri lidi onirico-surreali

 

 

 

 


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