:: Claudio Di Scalzo detto Accio: Da qualche parte sulla Riviera Ligure di Levante Sara o della leggerezza affascinante. Marzo 2011


Sara sulla Riviera di levante levità affascinante 1
Foto Accio Marzo 2011







clikka
Accio e Cardellino settembre 2020 a Imperia per Coari e Boine



Claudio Di Scalzo detto Accio

DA QUALCHE PARTE SULLA RIVIERA LIGURE DI LEVANTE SARA O DELLA LEVITÀ AFFASCINANTE.
MARZO 2011



Sara sulla Riviera di levante levità affascinante 2
Foto Accio Marzo 2011


 

Quando il 7 settembre 2020, a Imperia-Porto Maurizio, Sara Cardellino in acqua sventola il velo per Boine nel tramonto mentre la fotografo mi torna in mente che foto simile gliela scattai nel marzo 2011. In quel mese dopo la sosta nella città del poeta con visita nel cimitero alla sua tomba (scrissi “La sgraziata vita. Soliloquio con la tomba di Giovanni Boine” affidandolo al personaggio comunista Rina Rètis compagna di Fosco Neri, raccolta mantenuta inedita così come lo restò “La Resurrezione di Giovanni Boine” di Karoline Knabberchen, 1983) vagammo in alto e in basso sulla costiera di Levante verso Genova.

Dopo certe tristezze cimiteriali per il poeta morto il 16 maggio 1917 il registro cambiò e così la marcia della coppia. La spensieratezza galoppava sulle ruote della station wagon Stilo 2000, motore superlativo, e nelle soste più stravaganti vista mare facevamo all’amore complici i ribaltabili complice l’erbetta in camporella.

Trentenne e cinquantenne dispiegavano le penne all’aperto. La musicista venne, dopo i dinieghi per il “rischio” atti impuri nel marzo soleggiato, rassicurata dal pennato agricolo e dalla canna di bambù che tenevo sotto ai sedili, in quanto contadino episodico al Campo della Barra di Vecchiano: per tagliare arbusti e misurare distanza tra i solchi dei fagiolini incannati. “Il voyeur o il disturbatore nostri sensi con me rischia parecchio”, dissi col piglio del contadino anarchico. E Sara rideva nel giorno brillante e profumato in tutta morbidezza e la stringevo e pensavo che lei fosse la fagiolina che saliva sulla canna intrepida verde. Ma lo tenevo per me sennò a dirlo chissà come finiva. Poi lei si rivesti indossando soltanto i pantaloni della tuta e a seno scoperto e spalle nude prese a danzare agitando la felpa e io scattai di nascosto.

Quanta felicità vivemmo: quanta ne abbiamo rivissuto l’altrieri a Imperia. E so che ci amiamo perché se tanti possono scrivere poesie tante possono suonare tanti possono commentare libri e scriverne, soltanto Accio e Sara inventano momenti simili, perché siamo anche personaggi, ieri e oggi, centrali nel nostro legame. Il resto non è fondamentale. E Giovanni Boine approva ci protegge amanti e in quella che per noi è Poesia.

 


Sara sulla Riviera di levante levità affascinante 3
Foto Accio Marzo 2011



 

Ho ritrovato tre fotografie in bianco e nero. Accanto a quella scattata di recente a Porto Maurizio formano e fermano il tempo nostro ligure e la presenza di Giovanni Boine. Che fu amante impetuoso con Maria Gorlero.