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Pachi e Mollica

:: Marco Pachi: B & N litigio rock vero con Rosa Mollica - II
02 Agosto 2013

 

 

Marco Pachi

B & N litigio rock vero con Rosa Mollica

 

II

Il nero che elevo - nella mimica facciale nella voce - perché mi lavi il viso minatore e gli occhi neri miei nei suoi verdi possano far bandiera della nazione felicità da me non ti scosti anche se mi costi in tutti i posti nostri… parte da Paint it Black e poi da Black is Black che canto di petto anche sul tetto con tono da fuori accento brucia eternità volume lacerato e ricomposto alla fonte, altezza oltre il solito riflesso dell’IO per il NOI, estensione nell’orizzonte della madreterra in ogni estate passata presente futura, timbro nella nuvola sospesa d’ogni porto, inflessione accogliente ogni ignoto oceano a notte, ampiezza nei sensi da qui Vecchiano alla Nuova Zelanda; poi neramente sulle rughe della fronte in contrappunto d’incroci ascoltando Beggar’s Banquet e c’è ancora Brian Jones al sitar e sulla magnolia c’è turbinio d’ali d’allocchi come me che mi suggeriscono di rivelare a te Rosa mia che se sto nel nero lo ballo lento nell’illusione d’esser visto sulla scacchiera di Bobby Fischer perché ti fischietto l’antologia mielosa di Ebony ad Ivory di Jackson e la nereide di Exxon Valdez e Wlly De Wille e Grace Slick che si pugnizza, intendi pugno chiuso, rivolto alla biosfera di Luglio col bene che ti voglio se ti prendo brucio oltre l’incaglio intanto che la Dark Side of the Moon mi guarda comprensiva. Rosa torna dicono i miei lineamenti marcati dall’età, vibranti nell’attesa, t’aspetto dicono le zampe di gallina raspando sulle guance tamburo, son qui son qui son qui sol per te amor mio, nella scadenza delle stelle futuriste sul litorale del sospiro. E ti chiamo carezzevole, nell’aria colma di pipistrelli nerissimi, fischianti Unknow Pleasure dei Joy Division, e t’adombro presente sostanza filosofica nel suo ritrarsi me addosso attirarsi se Prince modella balletti tutti tacchetti e vocetti col suo Black Album bioccolamente – nevica manna? – peccaminoso! Oh quante te ne faccio se t’agguanto Rosa rossa Mollica mia scossa! Declamo tra i pomodori dell’orto e i baccelli aperti! e le zappe e le falci e le vanghe di duro metallo aprono al nerofumo black dei Metallica. Il catalogo è questo, però mancano le cose gli oggetti i portafortuna per farti tornare… ne stilo (elenco) con caligine intrisa di pallore + afrore + nostalgia d’ore.


-I pneumatici di una qualsiasi moto delle comparse carburate apparse in Gioventù bruciata. Ti mando il nero, la frenata, la gomma sull’asfalto, il nero sotto le unghie smontando il carburatore, le lamelle scheggiate con le quali ti graffierò la schiena, Rosa, nell’amplesso bruciante il contachilometri!

-Gli occhiali da sole da isterico a passeggio tra il lettino di Freud e quello di Jung di Bob Dylan. Sulle stanghette rotoliamo in punta di lingua e ti arroventerò la mimica, vedrò gli occhi rovesciati tuoi, le spine tante puntine per microsolchi dalle labbra alle sopracciglia inarcate.

-Gli stivaletti bianchi di Marianne Faithfull quando scappava da Mick Jagger inzaccherandoseli neri sul ghiaino di Hyde Park candidamente fangoso dopo il concerto per la morte di Brian Jones-Adonais!

-Il ciuffo nero di Little Richard sillaba oscura d’ogni facile carnevalata ritmica rock.

-I denti neri di Jonny Rotten che se ne fotten

-L’abbiare roco del Black Dog sullo Zeppelin in volo tra Trieste e le nuvole bassotte di Marina di Vecchiano alzi la mano chi l’ha viste passare piano

-Il cofano dell’auto dei Blues Brothers

-Nino Ferrer in nero attillato mentre biondo canta a Domenica In vorrei la pelle nera…

-Il panciotto di stoffa nera di Fausto Leali che canta al teatro Olympia di Vecchiano “Sono un povero negro ma un favore ti chiedo… fai tornare Mollica bianca sennò più non ci vedo”

-Mortisia che cuce i gambali neri per la lapide soffice di Jim Morrisn che tengo sul braccio

-Il toner che uso indelebile nello scriverti da qui agli erti pugni al sen conserti… dove sei!


… esattamente appoggiata alla finestra dello studio vecchianese, e io recito sull’aia, questa dedica B&N Rock per te. E ora salirò e mi bacerai e ci ameremo, perché non sei mai andata via… e Piazza Santa Caterina la bianca sta nella fotografia sulla testiera del letto bianco coi guanciali bianchi le lenzuola bianche l’abat-jour bianca – e tutto questo bianco è nero tra noi è come, ultima sopresa, una pennellata sempre nuova sempre uguale di Franz Kline sulla tela.
 


 

 

NOTA

I personaggi in coppia: Marco Pachi e Rosa Mollica, Golem e Mara Zap, Donna Pan e Accio, Scalzò e Catapì… compaiono in avventure di genere ironico ed umoristico illustrate con tavole e disegni e fotografie. Sono anche parenti di coppie del fumetto come Paperino e Paperina, Braccio di Ferro e Olivia; di Andy Capp e Krazy Kat e Gatto Felix; dei fumetti in rima sul Corriere dei Piccoli e l’avventuroso. A volte sono apparsi sull’annuario Tellus (2003-2009). Firmano queste avventure, del tutto transmoderne, sceneggiatura e disegni, Claudio Di Scalzo e Chiara Catapano.

 


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