:: Aglaia: Sarai Gentile Maestro delle Onde, lo so.


Aglaia dice: sarai Gentile Maestro delle onde lo so
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Aglaia

SARAI GENTILE MARSTRO DELLE ONDE, LO SO…

 

                                                                         Campo dell’abbazia della Misericordia, 29 maggio

Gentile - perché sarai gentile, lo so - Maestro delle Onde, ti scrivo, dal mio piccolo salotto, immaginandomi pioggia lieve sulle foglie che mi racconti assetate della tua terra già a fine maggio. C'è Ravel che suona, dietro le mie parole, la Sonatina per pianoforte. Fruscio e sonorità d'acqua: ancora le foglie, ancora la trasparenza. Le note parlano per me, queste gocce delicate e intense che scivolano sulla tastiera te le dedico tutte, per ringraziarti di cuore, dal cuore.

Esco e vado a terminare la lettera davanti alla “nostra” chiesa.

 


Chiesa Degli Scalzi



Questi marmi della Chiesa degli Scalzi per me diario che trova il castigo, per gioco, nell'errore non commesso: li sento miei come l'ambiguo esilio che mi sono imposta: scostante eppur fiducioso: le venature nello sfacelo della malinconia coinvolgono l'ardore della grazia furtiva: altre mie parole.

Forse, a Venezia ancora, ci incontreremo presto, già spero la metafora che imbusto vinca una volta ancora.


Io rimango qui, ti aspetto, in questi calli che hai conosciuto intenerito dalla mia missione di porre la musica al posto della vita; bastava entrassimo sotto le barocche navate e temevi che l'incenso truffasse l'intensità delle mani intrecciate. In questa chiesa, vengo in fuga dalla soffocazione dei ricordi. Ravel sospeso all'alito della sonatina mi consuma l'usuale gonna fiorita. Una Venezia, quasi stolta, curva nell'usuale, viva nel procinto d'ogni modernità, la dismetto se qui mi nascondo. Sulla soglia ti vidi, uscendo dal portone, nel nostro primo incontro. Vengo qui a volte col buio. E lo farò finché la borsa di studio mi darà abitazione in questa città a me vicentina. La notte è momento eletto: c'è silenzio, poche anime, e spesso resto l'ultima, da sola languente quanto combacia con te assente; davanti a cancelli con fondamenta in molle sfacelo dove non giungono turisti. Capita, all'improvviso, nel silenzio, un rumore compromesso col lavòrio della sabbia venduta alle tenebre, alla ferraglia, ai souvenir di plastica, sembra un fiotto il bisbiglio che rivolgo a quanto passa da me a pochi metri. Frusciante. Tacito figlio indolenzito d'un motore diesel, di ferro e acqua solcata. L'insieme custodito da Ravel e da me in fantasia barocca vacilla, ma se raggiungo il muretto dove mi baciasti tutta, confido ancora nella menzogna errante d'uno sguardo di te Maestro delle Onde: fino al prossimo gelo sarò fedele all'acqua in ogni suo subbuglio: piovana lagunare in fontanile e benedetta nella chiesa degli Scalzi: perché, lo so, sarai gentile con me, e Ravel te l'ha imposto. 
 

 

 



 

                                 CDS/NOTA               

AGLAIA (legata al MAESTRO DELLE ONDE/CLAUDIO) è personaggio che rimanda a SARA. Dal 2009 diventa protagonista di un romanzo transmoderno e polifonico a quattro mani. Evocante il melodramma e l'immaginario della musica classica. Aglaia è stata pubblicata sull’Annuario TELLUS 30 “Nomi per 4 stagioni. Dall’Illuminismo a Internet”, 2009. Nella sezione IMMAGINARIO/PESCA WEB dell'OLANDESE VOLANTE appare quanto è cornice visuale, “pescata sul web”, dedicata con didascalie al personaggio di AGLAIA.

 

I due fotogrammi identici della Chiesa degli Scalzi

a Venezia dove ha inizio il romanzo anche visual-musicale

di Aglaia e del Maestro delle Onde

   ben si adattano al rapporto autore/personaggio 


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