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Arte Transmoderna

:: Claudio Di Scalzo: Da Lotta Continua alla Luna con Cyrano e Blanqui - 1979
05 Febbraio 2013

 
 CDS" Cyrano in tintarella di luna" - 1979


 

Tintarella di luna che m'imbruna - Tintarella di Marte  in arte mi mette da parte  Tintarella francese la mancata rivoluzione ne fa le spese - Tintarella sullo spadaccino naso naso non per caso -
 

 

                                                       Claudio Di Scalzo
                                                        DA LOTTA CONTINUA ALLA LUNA
                                                                    con Cyrano e Blanqui

 
                                                                       1979 - a Margherita Stein
 
                                       Il retro della luna apparve al militante

                                       di Lotta Continua come la pagina da scrivere

                                       dell’utopia comunista… da vivere nell’immobile

                                       spazio del sangue versato per nulla. Erano tempi

                                       in cui nessuno pensava più a Cyrano de Bergerac

                                       o a Blanqui che il satellite pallido avevano eletto

                                       a dimora del sogno. Quando le nozze di giustizia

                                       e bellezza stanno insieme. Soprattutto se celebrate

                                       da un cella nella Francia di Napoleone III

                                       o da una prigione barocca scardinata

                                       con naso lunghissimo fiutante

                                       l’Illuminismo in arrivo.

                                       Tutti in quei giorni parlavano e indicavano l’allunaggio

                                       nel suo decennale: con Armstrong, Aldrin e Collins

                                       a rammentare in centinaia di tv l’impresa. A me

                                       quel recente avanti e indietro dell’Apollo 11 era indifferente

                                       come il governo in carica, come il mistero di Aldo Moro

                                       ucciso da jene ridens (non ancora piangiolenti

                                       pentimento) con la stella a cinque punte.

 

          Abitavo a Vecchiano in attesa di finire l’università, in attesa

          del grande amore, in attesa di partire militare, in attesa di vendere

          a un negozio di oggettistica e di riviste per collezionisti:

          il ciclostile, i manifesti, i libri, gli autografi di Adriano Sofri,

          i pennarelli usati e col tappo della sede

          di “Lotta Continua - Vecchiano e Paesi”.

 

               Blanqui sulla luna aveva allestito un teatro

               anche angelico di voci oscure con maldestri tentativi

               verso il dio ottuso dell’uguaglianza per sempre.

               Lo visitavo spesso, in quelle giornate terrestri

               senza costrutto, e mi rallegravo a pensare

               che la bandiera americana era uno spettacolo

               da me, e dai due francesi, non contemplato

               nel calendario delle celebrazioni. Per la salvezza

               dell’Essere. Il nostro allunaggio indulgeva

               sull’orlo dell’afasia, dell’indifferenza

               per lo spettacolo prossimo venturo in materia

               di gesti e corpi del genere umano. Il comunismo sulla luna

               senza americani e russi era l’unica salvezza per me.

               Per i miei sodali dal vaniloquio illusorio.

 

                   Il decennale passò! come demoni caudati

                   apparvero i professori con sfondo celeste;

                   i piloti eroici sembrarono vecchi conservati

                   in caschi di nebbia, e le riviste sull’impresa:

                  distanza, combustibile, i 400.000 chilometri percorsi,

                  il distacco con il rientro e la festa dell’orgoglio americano

                  finirono al macero… assieme a quelle di Lotta Continua

                  nella cartiera di Rigoli verso Lucca. Evento celebrato evento sotterrato.

                  Dicono i saggi vecchianesi. Mi sembrò adatto al decennale.

                  Con Blanqui e Cyrano mi trasferii sulla luna, nella faccia nascosta,

                  per vivere tranquillamente altri fallimenti: quello dell’amore

                  sul tratturo Lucca-Monaco e di altri a ruota,

                  lo smarrimento  della borsa di studio 

                  la perdita di ogni orizzonte comunista

                  sulla terra. Per comparazione la mancata custodia

                  dell’archivio di Lotta continua m’apparve veniale.

                  Però mi sbagliavo. Così non avrei scritto sulla luna

                  il romanzo della mia generazione aiutato da Cyrano

                  e Blanqui in vena di bugie e sogni senza sbocco.

                  Sarebbe apparso altamente metafisico, illustrato

                  come si deve dal sentimento

                  della nostalgia epocale. Che disdetta!

 

                                                   Esclamato il disappunto mi sveglio giusto il tempo

                                                   per spegnere la televisione dove Ungaretti declama

                                                   chissà cosa dieci anni prima… ed entro

                                                   in un’altra allucinazione utopista.
 

 

Nargherita Stein - Foto CDS detto Accio

Fumo esili sigarette sotto la luna - (Laforgue)




 

NOTA 1
 
Pubblico su L'OLANDESE VOLANTE questo inedito scritto a Vecchiano nel luglio 1979 per il decennale dell'allunaggio. E' dedicato alla mia ex fidanzata Margherita Stein: traduttrice nichilista tra Lucca e Monaco. Devota a Stirner come ad ogni esistenzialismo capace di tenere assieme la cenere e la brace del vissuto. Fustigatrice d'ogni moralismo "comunistoide" bigotto scandalizzò i suoi docenti che la volevano in carriera universitaria, posando in abiti discinti, per un fotografo di grido. On line e sull' IMMAGINARIO dell'Olandese Volante emerge la nostra intesa in "amor matto" e qualche viaggio. Alcuni annuari TELLUS, come "Dalla Torrre Pendente alle Alpi" esistono per la sua collaborazione. Ed io ho contraccambiato rendendola mio semi-eteronimo e poi personaggio. Per Tellus ha tradotto "La lettera di Lord Chandos"; "Lenz"; "Viaggio notturno attorno alla mia camera", rispettivamente di Hofmannsthal, Buchner, Xavier-De Maistre.
 
Nei decenni altre celebrazioni... in data in vista e nascosta fino al Quarantennale dell’allunaggio (1969-2009). Sembra che nel quarantennale siano usciti in libreria edizioni di pregio con poeti da rimembranza antologica e sembra che pittori dediti ad urne spaziali per celebrare l’allunaggio il 20 luglio 1969 siano stati esposti da qualche parte. Questa lunatica ode la scrissi quando tramontava la spaziale avventura, virata nel blu corvino, della rivoluzione in Italia che aveva conquistato il Nulla e dal Nulla non è più tornata. Anche perché né i compagni né i poeti sognavano Blanqui e Cyrano de Bergerac come il sottoscritto. (cds)


NOTA 2
 
Louis Auguste Blanqui, rivoluzionario farncese, scrisse un allucinato e inquietante libro sullo spazio inventando un sistema comunista che aveva risonanze con il suo sterno prigioniero e mortificato da ogni violenza. “L'eternità attraverso gli astri”.
 
Cyrano de Bergerac riversò sulla luna la sua fantasia edificando una sorta di utopia dove la libertà era assoluta e senza bisogno di spade a difenderla. “L'altro mondo o gli stati e imperi della luna”.
 
 


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