:: Claudio Di scalzo: 4 battisteri del mio ieri

 

 

 

 

 Claudio Di Scalzo

 

QUATTRO BATTISTERI DEL MIO IERI - 2009

(Parola disegnata di Parobello per Pano - 2013)

(Lunare noia) - Sembrava il Battistero di Pisa un dolce di glassa capace di annoiare qualsiasi palato. Mi sentivo svuotata dall’appiccicosa ragnatela di dover dipingere il luogo dove non ti avevo detto che sarei stata. Angoscia di un solo tono di grafite, molto meno bianco che nero. Parobello rese affabile la sua disperazione allegra perche barattava ogni cosa con la manciata di luna sopra al monumento. La raggiungo, si disse, e poi non lo fece. E fischiettò l’assenza – la ragazza scuote la testa alla finestra – tra un’ironia e l’altra.

 

 

(Poggia cilestre luna pedestre) - Verso mezzanotte, dalla finestra della cucina vedo il Battistero lisciato dall’acqua che inizia piano piano a scendere, spingo a fondo la sordina e la mantengo sopra la vanita che accartoccia il simulacro ridicolo del monumento celebre. La ragazza s’immagina stelo nell’acqua in balia di qualche rana capricciosa nei salti. Da accostare alla mancanza che ho di te. Nell’ombra schiarita dai fanali: il disincanto.
 
 

 

 

 

 

(Grandine violetta fine si prospetta) - Ascolto. Tamburello. Conto i baci, anche cattivi, che ti darei per ogni grano di ghiaccio che rimbalza sui marmi verdolini della piazza miracolosa a marzo. Aspetto di macularti. Parobello, perche annunci il tuo ritorno in me? Il disegno regge i nostri segreti nell’occhio, pensa la ragazza. Ma grazie alla luna nera.

 

 

 

 
(Luna dorata notte sconfinata) - Quando sei entrato nella camera stavo a occhi chiusi, mi sono accorta della tua presenza, notando il cambiamento di luce sotto le palpebre... fuori c'è il baluginio d'uno notturno indorato nel suo turno, anche lo zufolo melenso dei gufi sulle statue sento e il loro inglese irriconoscibile. Da questuanti per i poveri, noi?, amanti. La meteorologia negativa sul Battistero s’e dissolta. Anche la mia angoscia. Bacio il disegno portafortuna prima di te. Tieni in mano un ridicolo ombrello a macchie rosse e gialle. Ma dove l’hai trovato? Non capisci che sono capace di annullarmi in un luogo se tu non torni quando io voglio a notte fonda? Parobello stava nell’acerbo ricordo del mondo conosciuto con la ragazza e di esso non si dava pena.
 
 
da "Tellus 30", Nomi per 4 stagioni, 2009. Ultimo volume della serie. 
 
Nel volume per un refuso non compare il nome dell'autore Claudio Di Scalzo