:: Claudio Di Scalzo detto Accio: Sulla cultura classica greca sul mito a menadito evitando la teca. Con la partecipazione della Robert Ford


Fauno innamorato il 14 febbraio 2010 di Donna Pan
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Claudio Di Scalzo detto Accio

SULLA CULTURA CLASSICA GRECA SUL MITO… A MENADITO EVITANDO LA TECA

CON LA PARTECIPAZIONE DELLA ROBERT FORD







Venere Sara con Zefiro nel dì da camera lingerie
Foto Accio, 2010. 


 

Ho sempre “trafficato” con la cultura greca antica, classicismo, col mito non sapendo un’acca di greco di latino. Ciò è stata una fortuna ed ora spiego il perché.

Iniziando a fine anni sessanta inizio settanta a seguire performance di artisti della Body Art; esiti della Land Art, Narrative Art, Fotografia Concettuale; Arte Povera e citazione: che fosse Beuys Paolini Ontani Kounnelis Parmiggiani; avendo presente i fondatori come Duchamp; poeti d’avanguardia come Ritsos; poeti greci antichi in traduzione da Quasimodo illustrati da De Chirico che di Mito col fratello Savinio (da leggere il Signor Dido) se ne intendeva e lo re-inventava; con dietro di loro Boeklin... intesi che la cultura greca Mito filosofia letteratura poteva essere risalita e poi discesa in maniera che escludesse ogni calco d'aggiornato neoclassicismo in versi scrittura immagini.  

Poi giunse Idina Faro docente di greco e latino. E per lei e con lei inventai una sorta di "Dizionario" per uso interno alla coppia… cioè fui Barbaro educato alla classicità. “Voci che in amor greco cuoci”

Con Sara Esserino e Sara Cardellino, pure lei sapendo di greco e latino, c’è stato un ulteriore sviluppo ideazione produzione. Come testimonia Tirteo e Melisso sull’Olandese Volante (compresi i capitoli su Donna Pan/Sara Pane). Lei che diventa nel 2009 Donna Pan.

Perché fortuna, per me, di non sapere un’acca di greco e latino? Intanto ho avuto la fortuna di essere educato alla scuola di Idina Faro. E prima Margherita Stein m’introdusse al neoclassicismo inglese nei nostri viaggi in Gran Bretagna. Giunta Sara Esserino/Cardellino, che sa di cultura greca latina, mi ha pure introdotto al Classicismo nella musica. Da Haydn Mozart fino al classicismo re-inventato di Stravisnskij tenendo d’occhio il Picasso che s’accosta all’opera teatrale alla mitologia flautata dei satiri.

Questa “piega”, per dirla con Deleuze, della mia biografia in amore accostante l’estetica valse perché non avevo “perso d’occhio” il dato politico-materialistico che vivevo nella contemporaneità: moderna postmoderna transmoderna; che se pensavo al Mito alla Cultura Classica, agli Dei, c’erano autostrade neon trivelle satelliti telefoni tv web supermercati… (un Tutto prodotto dal profitto-capitalistico) accanto ai resti dei Templi in Grecia e Magna Grecia e che ricercare MITI DEI PAESAGGI ORFICI credendosi ai tempi di Saffo di Orfeo era nella serietà di chi a tale impresa si dedicava vagamente comico. Finivano più gonfi della Mongolfiera cantata dal neoclassico Monti precipitando dal Parnaso sui prosaici tetti irti di antenne tv satellitari. BUM!

Ciò è accaduto ai più sfrenati neo-orfici a partire dagli anni Settanta del Novecento innamorati dei templi restaurati dalla loro saliva-tastiera-editoriale e come in pittura ai seri eredi di Poussin e Lorrain antologizzati neo-manieristi da Maurizio Calvesi. Molto meglio i miti-mito reinventato da Enzo Cucchi. Pensai.

Perché a star sul sòdo terrestre guardando il cielo mitologico astrale anche partire da etruschi o mitologie paesane regionali in telematica visione non guasta anzi aiuta. Ancor pensai.

Più o meno ciò scrissi alla Robert Ford che per conto della Legge Poetica Mitologico-ontologica prima che, senza aver minima risposta, mi sparasse il 9 gennaio 2017 a tradimento in testa, senza uccidermi salvato da Zerelda Zee Cardellino, a me Jesse Accio James nel mito western per l’occasione sull’Olandese Volante, altra mitologia, lì cristiana.

La Robert Ford, avea trovato L’Ombra delle Suole di cartone mitiche, e pensava con esse di "salvare" i mortali senza poesia; o poeti senza arte né parte (da cinquanta anni compreso il fesso di Montale scrivente “Satura”) salvando nel contempo la Cultura Occidentale. Non ha salvato neppure se stessa da un patetico oblio finendo a brandelli imitanti ogni poeta dopo Omero fino ad Elytis essendo scoppiata Rana credendosi Bue in poesia. Facendo la fine ricordata da Fedro e che il poeta Giovanni Boine citava spesso indicando poeti e poetesse sciaguratamente destinate al BUE-BUUM! Che nessuna mitologia può salvare dalla mediocrità.

Questo scrittarello funzioni come prefazione a quanto a noi, Accio e Sara, due sta per ritornar in ideata grecità! Scatole e testi e visualità scoperta a naso da scatole e pc smessi che non sono un Parnaso.