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ACCIO E CARDELLINO

:: Claudio Di Scalzo - Sara Cardellino: L'ultima storia con morti e pistole. Jesse James e Robert Ford a Vecchiano - Vicende Lucchesi ed ermeneutica western 1 - 2 con Jesse James e Butch Cassidy e Il Pazzo
02 Novembre 2017


Jesse James e Robert Ford





Claudio Di Scalzo
L'ULTIMA STORIA CON MORTI PISTOLE PAROLE
(Jesse James e Robert Ford a Vecchiano)

Oggi è il Giorno dei Morti, il 2 novembre. A Vecchiano pregherò pure per Jesse James e Billy The Kid e Wild Bill Hickok. Sono anch'essi miei morti. E un po' i miei santi. È una questione di stirpe che non necessita di libri da scrivere. Perché, a volte, capita di vivere rifrazioni di altre morti. Poi si risorge altrove. Scopri che hanno ucciso una delle tue apparizioni. Si dimentica la colt dietro le spalle la mano che l'impugnò il foro che hai nella testa. E se appare la carezza il bacio da tanto tempo cercati ogni ferita scompare come il foglio stracciato con sopra un racconto che non serviva a nessuna salvezza. Ma solo alla necessaria prova della morte.


 




 

Si narra che i Robert Ford che uccidono per avere più parole da scrivere poi anche se ne scrivono tante quante le onde e le correnti del Missouri esse saranno perfettamente inutili, nessuno le leggerà, le noterà, le applaudirà! Sempre chi sta sulla riva guarderà il corpo dell'ucciso che passa senza più parole Jesse James. Che alle parole non dava importanza, per quanto con esse fosse veloce, perché se scritte declamate pubblicate non portano mai a nulla che sia stabile come un amore assoluto senza parole un'amicizia assoluta senza parole una fedeltà assoluta alla bandiera senza parole. E' un rovescio crudele per chi emulò Robert Ford. Ma accade perché la letteratura così come la vita riserva queste sorprese.

Ad alcuni capita di essere autore che cerca la morte e personaggio che la trova. Chi mi ha sparato chi ha ucciso?

Nessuno pensi che il Jesse James che mi riguarda fosse un martire. Era un pistolero un assassino uno che uccideva e rapinava. Aveva le sue colpe. Che conosceva soffrendone. Da tempo aveva nausea delle parole.

Chi però, sceriffi della teoria estetica, assolda i Robert Ford con "lettera calorosa" solleticandone vanità e carriera nella Legge, chi fa "provare vergogna" di non saper abbastanza teoria, alle menti alla Robert Ford, perché uccidano Jesse James, disperdendo la sua banda fuorilegge nei segni, per magari poi appropriarsi delle invenzioni ribelli di Jesse in tanti anni on line,... non valgono un'unghia del bandito. Non ce la farebbero mai ad ucciderlo, con le loro colt caricate con parole senza mira, in uno scontro diretto. Il Robert Ford che spara, alle spalle a Jesse, è meno dannato di queste menti perverse della Legge. Una vittima anch'esso.

Se accanto alla mia testa, mentre scivolo nel Missouri, si notano dalla riva bollicine, son io che, nel risveglio dalla morte, un'unica e ultima volta, prego per chi mi ha sparato, perdonando la sua disperazione, provando pena, forse residua tenerezza, per il rimpianto a cui si è consegnato.

 

Sara Cardellino - Claudio Di Scalzo
 VICENDE LUCCHESI ED ERMENEUTICA WESTERN - 1 
(con Jesse James e Robert Ford)

 

 


 

Ieri pomeriggio è arrivata a Lucca, col treno, Sara Cardellino. Ero sulla banchina ad aspettarla. Con il sacchetto dei “Cealini”, Cicalini, dolci fatti da mi.mà, la Nada, “per la musicista che mi regala i dischi con la musia bella”.

Sara Cardellino s'è convinta che possa capire e sciogliere i nodi della mia vita, tra melodramma e avventure picaresche, se “uso” il cinema western. Me ne ha dato suggerimento per Jesse James e Robert Ford. Incredibile penso, una musicista interprete di Bach, filologa latinista, che quando pubblicava raccolte di poesie aveva la grazia presa dai classici,... oggi interpreta il caos del mio vissuto e quanto scrissi con pistole agguati sparatorie taglie morti accidentate.

Intanto chiudiamo il capitolo ultimo, con te Jesse James poi andremo indietro nella tua biografia. Se dovresti scorciarti i capelli troppo lunghi? Ma sei "grullo"! Quando arriverò a Wild Bill Hickok non avrei il modello. E poi “mi garbi ‘osì”. Pronuncio giusto il vernaholo? Per te e il Pazzo ho in serbo le avventure di Butch Cassidy e Sundance Kid ed Etta Place e la sorpresa della bicicletta. No! Te la racconto dopo. Ora portami in quel Bar dove vai con Giusfredi della Bonelli a seguire le avventure del vampiro Dampyr a Lucca. Che ti racconto il resto e l'ultimo atto di te Jesse James. Lo sapevi che la musica del film l’ha curata Nick Cave? No!? Ma non sai nulla di quanto conta?! Dammi un “cealino” piuttosto.

 


"Cealini" della Nada 

 

L’ermeneutica della Cardellina è suggestiva. Incredibilmente amabile. Secondo lei, fin da bambino, ho in mente modelli presi dai romanzi popolari dai fumetti dal melodramma orecchiato in casa, dalla vita avventurosa del padre partigiano, dai rivoluzionari di famiglia anarchici, dunque la mia aspirazione non è mai stata quella di diventare poeta o scrittore o pittore riconosciuto, ma, semplicemente, di vivere momenti avventurosi, “un eroe da libro” (idea che guarda caso mutua da Alain Fournier de “Le Grand Meaulnes", ambientato tra bambini poi adolescenti), che per varie vicende, fino ad oggi, non ha mai avuto un libro che pubblicandolo desse conto di questo intento. E secondo lei questo fa l’unicità. Di me ai suoi occhi. “Tutti hanno libri. Tu no. Tu hai un Non-Libro che curiosamente il cinema western rivela. Ma se mi ci applico anche il melodramma ti ospita ben intero!)

Dopo siamo andati in Corte del Biancone. Dai bancarellisti Stefano e Paolo. Sara Cardellino è rimasta strabiliata dagli LP Decca e Grammophon e dalle messe di libri sulla musica. I rudi bancarellisti son stati conquistati dalla sua elegante cortesia. Ho immaginato simpatici cow-boy davanti a chi porta la melodia del canto. Claudio cosa hai da sorridere mentre mi scambio con i tuoi amici? Dopo me la racconti giusta!

Qui, come sempre accade, ho trovato, qualcosa di "utile", una rivista, Storia Illustrata, sui “Miti del West”.

Sui gradini di San Frediano, Sara Cardellino, leggendo di Jesse James, ha scoperto qualcosa che non avevo inteso, e che nel film non è evidenziato.

Robert Ford venne assoldato da Pinkerton per uccidere Jesse James e di conseguenza smantellare la sua banda ribelle alla legge unionista che liberava gli schiavi e s’impossessava brutalmente di averi d’altri. Robert Ford uccise a tradimento usando la pistola col calcio di madreperla che Jesse James gli aveva regalato insegnandogli come sparare e la mira giusta. Robert Ford non si renderà conto, quando si meravigliava per la riprovazione verso il suo gesto, che lui aveva pur ucciso un bandito, che bastava osservasse Jesse coi familiari - lì lo aveva accolto come uno di casa e per Jesse ciò era il massimo di bene d'amicizia - come carezzava il frumento al Campo della Barra, come correva in soccorso a chi gli chiedeva aiuto perché in pericolo o nel dolore, per intendere che il suo piombo a tradimento era ingiusto osceno perverso. Robert Ford dopo l’uccisione di Jesse James per agguantare la fama che cercava si ridusse ad allestire spettacoli dove recitava il suo gesto esibendo la pistola assassina.

Ti faccio riflettere su questi piccoli particolari. E poi chiudiamo il capitolo Jesse James con il vigliacco Robert Ford. Tanto mi sembri risorto come meglio non poteva accadere! Però siccome ho questo bloc notes se vuoi puoi scriverci sopra un “raccontino” mentre vado dal fiorista a prendere un’ochidea per la signora sarta che inventò bei abiti e che mi dona “cealini” e un figliolo che è un romanzo di sconfitte!
 

L’UCCISORE CERCA FAMA RAPPRESENTANDO L’UCCISO CON IL DONO CHE GLI DIEDE

Quando Jesse James operò l’ultima rapina, a Glendale, aveva 25 mila dollari di taglia sulla testa. Il fratello Frank insistette perché James si ritirasse con lui. Non gli diede retta. Progettando una nuova impresa con due fratelli conosciuti di recente: Charley e Robert Ford. I due erano assoldati dalla Pinkerton e dal governatore Crittenden perché eliminassero con ogni mezzo il bandito. Sempre sfuggito ai segugi della Pinkerton. Il 3 aprile 1882 Jesse James portò Robert Ford dai suoi familiari. Gli fece vedere il suo campo col frumento. Luogo che amava particolarmente avendoci giocato da piccolo. Pranzarono assieme. I due poi rimasero soli in camera. Mentre James era intento a raddrizzare un quadro alla parete. Un cavallo. Dipinto che lo faceva fantasticare quando si ammalava in quella camera verdolina che guardava la chiesa del villaggio. Robert Ford lo freddò con un colpo di pistola alla nuca. Il traditore Robert Ford per uccidere usò la pistola con l’impugnatura di madreperla che Jesse James gli aveva regalato. Negli anni seguenti, per sbarcare il lunario, ed avere un minimo di fama, non riuscendo mai a togliersi di dosso la nomina di “codardo”, organizzava spettacoli deprimenti dove rappresentava se stesso mentre uccideva Jesse James. Mettendo in mostra la colt ricevuta in dono.


 

Sara Cardellino - Claudio Di Scalzo
 VICENDE LUCCHESI ED ERMENEUTICA WESTERN - 2
(con Butch Cassidy e Sundance Kid e Il Pazzo) 


 




 

Domani andiamo a “salutare” Il Pazzo (1949-2005) nel cimitero di Nodica. Ti terrò per mano. Devi finalmente convincerti che è morto. Devi trovare la forza di raggiungere la sua tomba. E’ dal 2005 che non superi questa prova.

So del vostro legame avventuroso. Me lo raccontavi già nel 2010. Per me tu e lui siete una specie di coppia western come Butch Cassidy e Sundance Kid. Da quando lui è morto soffrendo di un tumore per le troppe sigarette fumate e i tanti vizi hai perso chi ti guardava le spalle. Non te ne è andata più bene una. Anche in Rete. Con Tellus e Tellusfolio e ora L’Olandese Volante.

Lui era più veloce di te a “sgamare” chi poi nella tua avventura porta rovina. L’elenco lo sai, i nomi li sai, quanto ne hai sofferto lo sai.

Il Pazzo ti avrebbe messo sull’avviso. Ti avrebbe convinto, come io penso che sarebbe stato per te adatto, a non tentare il ruolo d'autore on line.
Per vivere tutto in una scuola, nella sua barberia, a pescare sul lago Puccini o in Serchio, a passeggiare sul lungomare di Viareggio a notte fonda.
Se ci fosse stato il Pazzo ancora vivo noi non ci saremmo separati nel 2011.

“Se perdi una ‘osì tu non sei più l’Accio che ‘onosco”, ti avrebbe detto. “Stacci assieme come lei ti chiede. E falla finita con la poesia e l’arte elettronia! Dammi retta”.

Ti faccio scoprire questo brano del film dove Butch ed Etta vanno in bicicletta e poi lui, Newmann, fa lo scemo. Tu sei così. Sei pistolero bandito e burlone in questa maniera. Lo capisci o no?! Il tuo libro non-scritto ha qui le pagine più intense! Non hai niente in comune con i letterate le letterate!

Nel film c’è un altro segreto. Che ho intuito. Sia te che Il Pazzo amaste la stessa donna. Lei vi amava tutti e due. Con tutti e due viveva eros e amore e bene. Nella vostra vita portava il nome non di Etta Place, ma di Daniela Cantelli. Dirigente di Lotta Continua. Prima di sparire in India nel 1977. Non scelse. Vi amò poi tutti e due nell'assenza. Il Pazzo l'ha amata fino ai suoi ultimi giorni. Senza più rivederla. A conferma che l'amore assoluto riguarda più i banditi che non i poeti che ne scrivono. Tu hai conosciuto e vivi l'amore non perché sei un artista ma perché hai l'animo di un bandito.

Anch’io voglio tu mi porti sulla canna della bicicletta alla Fiera del fumetto. Oh che problemi! La noleggiamo. Non vorrai dirmi che uno come te non ce la fa a pedalare un km da Sant’Anna dove ho albergo alle Mura? Sei o non sei Butch Cassidy?

 

FINE

 


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